OSSERVAZIONI SU ALCUNE
TEMATICHE FURRY

di Alessio "Scale" Scalerandi


  Quanto segue è una serie di estratti del mio diario, riadattati per l'occasione, che riuniscono alcune mie opinioni su delle tematiche ricorrenti nel furry (specialmente in termini di storie e disegni). Si tenga presente che tutte le idee espresse riflettono solo il mio personale punto di vista, e non intendono assolutamente essere manifesto o espressione delle idee dei furries nel loro complesso.

4/2/2001

  Questa in effetti è un po' una lista e non la scriverò tutta di oggi che è già tardi, ci tornerò anche i prossimi giorni e se possibile la tratterò come un vero mini-essay sull'argomento. Questa vuole essere una breve panoramica su alcuni temi che, sia ben chiaro, non sono un tentativo di definire il furry in generale, ma piuttosto argomenti che il furry non può permettersi di ignorare, questioni essenziali che sono diretta conseguenza di una visione "realistica" ed aperta a nuove idee degli animali antropomorfi. La parola "realistico" qui è forse abusata dato che si parla pur sempre di fantasia: quando parlo di "realistico" in questo testo è da intendersi piuttosto nel senso di "attento all'etologia dell'animale in questione e logicamente corretto", che però era un po' lungo da ripetere ogni volta. :-) Inoltre molti temi sono strettamente collegati tra loro, e neppure nettamente separabili. E' insomma una riflessione che ho cercato di schematizzare come potevo, senza alcuna pretesa comunque di farne una regola o un manifesto, ma puramente per offrire spunti ed idee a chi come me sia interessato agli aspetti creativi del furry.

1) Percezione e sensi differenti.

  Il più ovvio ed il primo che mi viene in mente. Non è che gli umani abbiano delle priorità assolute per quanto riguarda i sensi, tuttavia, è evidente che con l'evoluzione alcuni di essi hanno assunto una rilevanza decisamente maggiore rispetto ad altri, ad esempio la vista è molto più affinata dell'olfatto. Questo fatto come altri simili viene dato facilmente per scontato nel momento in cui si vuole descrivere cosa fa un personaggio e come interagisce con ciò che lo circonda, e per personaggi umani ciò è logico - ma non può esserlo per un furry! A volte in letteratura la descrizione di un oggetto o persona viene fatta a partire da sensi meno ovvio di altri, come appunto l'olfatto, ma è probabile che gran parte delle opere scritte finora perderebbero gran parte del senso se lette (e come??) da un essere di una specie che non possiede il senso della vista - fondamentale comunque in quasi tutte le descrizioni ed azioni umane - ed ha concezioni radicalmente diverse e ben più "distanti" di concetti come luce/ombra, colore, visibilità di un oggetto. Un pipistrello (1) sarebbe un ottimo esempio di questo: sono quasi ciechi e "vedono" l'ambiente con il suono, avendone una percezione molto diversa dalla nostra, difficile (e proprio per questo interessante) da immaginare e descrivere. Anche una società di cani dove l'olfatto ha un ruolo essenziale per tutti nell'identificare luoghi, oggetti e persone differirebbe dalla nostra per tantissimi particolari, anche se magari non evidenti in un primo momento. Proprio immaginare in termini realistici e ragionati come questa percezione a noi estranea è vissuta e quali conseguenze comporta promette di essere una delle tematiche di maggiore suggestione, ed un campo tutto aperto alla creatività individuale.

2) L'aspetto fisico nel furry ha un'importanza evidente,

  ma vale la pena di spendervi qualche parola. Finora l'unica parvenza di definizione del furry universalmente accettata è che esso abbia come centro d'attenzione gli animai antropomorfi, e come questo viene interpretato varia molto da persona a persona. Io in genere gradisco molto di più i furries realistici o semirealistici di quelli stilizzati, per il semplice fatto che i primi meglio si adattano ad esprimere realisticamente tematiche e dettagli come quelli qui elencati, IMHO. Ogni animale ha una forma fisica che porrebbe qualche tipo di problema pratico - basta pensare alla semplice presenza del pelo che vale quasi per tutti. Ed allora perché non sfruttarla! Scene erotiche scherzosamente incentrate su differenze anatomiche sono un esempio già non banale di uso creativo dell'aspetto fisico di un furry. L'argomento è strettamente legato a quello seguente...

3) Tecnologia e vita di tutti i giorni

  forse la cosa più delicata. Il concetto è semplice: un furry sfrutta a dovere le sue potenzialità se ciò che fa è imprescindibile del suo essere derivato da un animale, ed avrebbe poco o nessun senso se al suo posto ci fosse un umano a fare la stessa cosa. Certo è un concetto-limite, un ideale, e piuttosto difficile da attuare. Ma ciò non giustifica affatto che si riduca il concetto di furry all'uso di personaggi che non hanno nient'altro che orecchie e code di diverso dagli umani e che tuttavia si comportano come se non le avessero. Dare loro una mente simile a quella umana può essere una scelta dettata dalla storia o dalle preferenze dell'autore, ma i problemi pratici sono troppo rilevanti, non si possono trascurare. L'aspetto fisico di un furry avrebbe nella realtà infiniti effetti sui gesti di tutti i giorni! I vestiti, le sedie, i veicoli, le posate, il cibo... persino cosa verrebbe considerato più o meno sexy sarebbe differente. Come farebbe un cane a bere da un bicchiere? Come sarebbe la sedia di una volpe perché la coda non la intralci? Che porta avrebbe la casa di un cervo perché le corna non si incastrino? Quanto spesso si farebbe il bagno un antroanimale, e lo farebbe se il suo senso principale fosse l'olfatto? Sono domande che non si possono ignorare se si vuole dar vita ad un'opera furry che colpisca veramente per le sue trovate, e che tuttavia avrebbero rilevanza anche sul più semplice dei disegni, conferendovi non poco valore aggiunto.

4) Parametri di ragionamento.

  "Il venerdì sera quando torno a casa dal lavoro sono stanchissimo." Questa frase è probabilmente familiare a molti di noi in un modo o nell'altro, riferita a sé stessi o ad altri, o comunque è di certo comprensibile a chiunque la legga. Ebbene... non è per nulla scontato che lo sarebbe anche per un furry. Un frase così semplice contiene già svariati concetti che non sono per nulla scontati, quasi ogni parola ne contiene. "Venerdì" è la più ovvia, presuppone un calendario analogo al nostro ed un sistema di misura del tempo basato sugli stessi criteri. "Sera" presuppone un'analoga orbita del pianeta intorno alla sua stella, e probabilmente anche una latitudine non polare. "Torno a casa" presuppone che si abbia il concetto di casa, di luogo in cui si torna ogni volta e che fa da punto di riferimento, che sia sempre lo stesso, ed in questa frase in particolare che comporti un'atmosfera più rilassata di quella del posto di lavoro. "Lavoro" presuppone che esista un concetto di lavoro distinto da quello di tempo libero, che ce ne sia bisogno nella propria civiltà (ma la frase non specifica perchè), ed in questa frase che sia meno piacevole dello stare tranquilli a casa, che si svolga fuori casa e sempre in un posto preciso, e quindi è probabile che vi siano dietro qualche forma di senso del dovere e principi di aggregazione sociale. "Stanchissimo" presuppone che si abbia il concetto di stanchezza (fisica? Mentale? Non viene detto), nella frase anche che sia conseguenza del lavoro (e quindi che si abbia chiaro il concetto di causa/effetto), e non viene specificato ma solo fatto intendere che è temporanea e lenita dallo stare a casa. Ed infine si presuppone che chi si trova davanti la frase comunichi a parole formate da lettere e montate in frasi... Ok, è un esempio un po' estremo. :-) Ma spero che il concetto sia chiaro. Vi sono dei punti di riferimento nel pensiero umano che devono necessariamente essere messi in discussione se si vuole rendere realisticamente il modo di vita di un furry, in quanto possono essere incompatibili con i suoi istinti più essenziali. Per troppo tempo TV, libri e fumetti ci hanno rifilato animali che di animale avevano solo (nella migliore delle ipotesi) l'aspetto, e per il resto ragionavano esattamente come umani, e quando lo facevano da furry era di solito in base ai più triti luoghi comuni e conoscenza dell'animale sommaria. Il furry è prima di tutto sperimentazione, ognuno riceve una spinta naturale a crearsi e perseguire il proprio concetto ideale di furry, o almeno a tentare, prima di arrendersi ed accontentarsi di quello creato da altri. Lo studio e l'ipotesi di forme diverse di pensiero è uno degli aspetti più innovativi del movimento furry, ed anche quello dove le potenzialità sono più grandi e purtroppo (al momento) meno sfruttate.

5) Evoluzione degli istinti.

  Una tigre ha istinti per lo più profondamente diversi da quelli umani. Non è un'animale sociale, ad esempio, come invece erano gli antenati dell'uomo. E' carnivora e non onnivora. E' in generale meno curiosa e più prudente, e meno iperattiva. Cosa lascia supporre che un animale simile si evolverebbe formando una civiltà feudale (basata sui classicissimi Clan) e militarista, ma per il resto uguale a quella umana? Il collegamento aggressività - passione per la guerra non può essere così diretto, essendo anzi la ferocia tigresca molto più focalizzata sulla preda che sui propri simili. Il collegamento maestosità - feudalesimo è semplicemente assurdo, una società feudale presuppone un forte senso della famiglia ed istinto di aggregazione sociale e di accettazione delle gerarchie, che una tigre non può avere, e che invece l'uomo ha. Esempio stavolta banale ma significativo: quasi tutte le civiltà tigresche di cui ho letto finora sono stranamente basate su questo canone. Certo la ragione (quella umana) può suggerire che sia un sistema con i suoi vantaggi, ma come? Perché? Con quali conseguenze? Non bastano dei rituali curiosi o uno stile raffinato o una religione complicata per chiamare originale e realistica una civiltà. Bella forse sì, ma non originale. Ed IMHO ciò di cui il furry ha bisogno per affermarsi come movimento degno di essere ricordato non è bellezza, ma appunto originalità, di portare qualcosa di nuovo. Una risposta alle domande di cui sopra, anche approssimativa, anche discutibile, sarebbe comunque una giustificazione più che sufficiente per una storia, ed uno sforzo che chi è attento a questi aspetti apprezzerà di certo. Ed è un altro campo dove il furry ha potenzialità enormi ed in gran parte inesplorate.

6) Livello di razionalità.

  Si parla di animali antropomorfi e finora si è dato per scontato che siano anche razionali. Ma anche questo può tranquillamente essere messo in dubbio, sia perché come già detto un furry potrebbe avere un concetto di razionalità diverso, sia perchè in quanto altra specie potrebbe non averlo affatto! L'etologia ha permesso di scoprire che esistono tipi diversi di intelligenza e capacità che hanno vari gradi di perfezionamento. Un cane in media è più facile da addestrare di un gatto, un gatto in media ha più probabilità di sopravvivere in un ambiente ostile e sconosciuto. Un furry inteso come animale evolutosi potrebbe avere corpo antropomorfo, ma mente che non sia razionale, insomma una versione più intelligente di quella dell'animale reale, nel senso più esteso della parola "intelligenza". Potrebbe cacciare meglio, comunicare meglio, sfruttare meglio caratteri del suo ambiente, senza essere veramente razionale in senso umano. Sarebbe sempre un animale antropomorfo - anche questo è furry, anche questo è esplorare concetti nuovi e guardare quelli già noti in un'ottica nuova.

7) Interazione tra specie.

  Fino ad ora ho parlato della presentazione di una singola specie, ma perché accontentarsi si una? :-) L'uomo non ha sulla terra un'altra specie con la sua stessa razionalità e con cui sia in grado di comunicare a buoni livelli, mentre spesso si trovano disegni o storie dove furry di svariate specie diverse interagiscono. Ma come è possibile che specie tanto diverse interagiscano, come accade molto spesso, o in modo del tutto trasparente, come cittadini di uno stesso stato, vicini di casa, persino membri di una stessa famiglia, o al limite opposto come cittadini di stati tra loro nemici? Non ha nessun senso. Cose del genere sono solo dimostrazioni di scarso senso storico - basta guardare la storia della Terra per accorgersi che qualsiasi guerra a scopo di genocidio è finita o con l'attuazione dello stesso, o con lo stravolgimento completo della situazione iniziale, e d'altro canto che la perfetta integrazione di esseri con esigenze ed istinti diversi non è possibile. Ed allora la risposta è una sola: indagare, chiedersi come specie diverse potrebbero convivere tra loro e perché, quali "lati oscuri" e vantaggi avrebbe la convivenza, cosa comporterebbe dal punto di vista culturale, religioso, pratico, come funzionerebbero le leggi, come potrebbero vivere insieme carnivori ed erbivori, che differenze ci sarebbero dai casi che vediamo tra noi umani. E se di guerra si tratta, esaminarne tutte le implicazioni, prima ancora di quelle pratiche (che IMHO sono decisamente le meno interessanti) quelle sociali e psicologiche. Quello dell'interazione tra specie diverse di furries è uno dei campi che più mi interessano, e quello verso cui è orientata in generale la mia ricerca.

8) Il rapporto con gli umani è un altro tema che per forza di cose gran parte del furry affronta.

  E' qui che il furry si intreccia con fantascienza e fantasy, ma anche, a seconda dei casi, con generi "minori" come la favola. In realtà tema del rapporto tra furry ed umani può diventare piuttosto complesso se ben gestito ed affrontato in modo problematico, tenendo conto di tutti i dettagli - in particolare nelle ambientazioni dove furries ed umani sono "alla pari", specie diverse che esistono in modo indipendente. Molta, molta più attenzione richiede invece (e di solito non ottiene) una situazione in cui non sono indipendenti. Un esempio su una situazione "classica". Cosa accadrebbe se noi oggi, con le svariate religioni che ci sono sulla Terra, le interazioni più o meno buone tra le varie culture, la struttura economica del mondo, scoprissimo da un giorno all'altro non solo che c'è vita su altri mondi, ma di essere stati creati da una specie aliena con l'ingegneria genetica, a partire da qualche strano animale del loro mondo? Non mi sembra troppo difficile immaginarlo a grandi linee. Le implicazioni di una scoperta simile sarebbero sufficienti a distruggere in un attimo quasi tutte le certezze dell'umanità, a cancellare tutte le religioni, a togliere ogni senso a buona parte degli eventi della nostra storia. E poi? Cosa accadrebbe? Accetteremmo di vivere in pace con i creatori sapendo di essere intrinsecamente inferiori? Sarebbe così facile per tutti o quasi tutti gli uomini accettare l'idea e continuare la propria vita come se niente fosse? Ma cosa potremmo fare altrimenti, visto che il nostro ordine mondiale sarebbe con ogni probabilità distrutto, ed evidentemente loro avrebbero ogni mezzo per tenere sotto controllo un esperimento che inizi a dare problemi? E soprattutto, perché quando questa situazione riguarda i furries, tutti questi problemi vengono ignorati? Il tema della "Furry Liberation", inteso per lo più come ribellione verso i creatori umani, è un tema piuttosto gettonato. Ma quanti hanno esaminato a fondo la psicologia di una specie che passi attraverso un'esperienza simile, la scoperta improvvisa di essere creata da un'altra e cercare di trovare una propria via che sia un po' più credibile della guerra totale? Alcuni hanno affrontato bene questo genere di temi, presentando nelle loro storie interazioni credibili tra furries bioingegnerizzati ed i loro creatori (un nome su tutti, Bernard Doove (2)), ma le implicazioni del rapporto umano-furry, quale che sia l'origine delle due specie, hanno un bel po' di sfaccettature non ancora scoperte...

  Per il momento l'elenco finisce qui. Si potrebbe scrivere ancora molto su quanti e quali temi sposino alla perfezione gli strumenti e le potenzialità, IMHO ancora in gran parte latenti, del movimento furry, ma come già scritto questa è una raccolta di appunti e non un saggio esaustivo sull'argomento, quindi per ora meglio che mi fermi qui. non pretendo che si riconosca per vero e condivisibile tutto quanto ho scritto, ed anzi ogni critica costruttiva è gradita ed incoraggiata: spero comunque di avere introdotto qualche spunto di riflessione per quanti siano interessati a portare i loro contributo. Nè pretendo di avere detto cose del tutto nuove, dato che gran parte di queste opinioni si è formata leggendo interventi e discussioni sui newsgroups furry ed altrove, o opere di altri autori. C'è bisogno continuamente di nuova linfa, di nuove idee, di sperimentazione, di originalità, e non sono cose impossibili da trovare e sviluppare. Potrei riassumere tutte le opinioni qui espresse dicendo che il primo passo sta nel rivolgersi sempre, qualunque cosa si faccia, qualunque situazione si immagini, una semplice domanda, ma che sia inesorabile, e riceva sempre la sua risposta o almeno un tentativo di risposta: Perché?

Scale

(1) - Mi riferivo qui alla storia "Graduation Day" di Phil Geusz, letta in quel periodo:
http://transform.to/~ravenb/grad.html
(2) - Artista e scrittore furry; il riferimento è alla razza dei Chakat da lui inventata:
http://www.furry.org.au/chakat/



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