All'ombra
dell'arcobaleno
Di Robert
Franklin Leslie
(Ponte alle
Grazie Editore)
È la vera storia dell'amicizia
tra il nativo americano Gregory e una lupa. Lui è decisamente un
grande appassionato di lupi, ed è molto esperto dei modi di vita
tradizionali della sua gente, specialmente per quanto riguarda la vita
solitaria nei boschi nordici, anche a temperature di quaranta gradi sotto
zero. Questo incredibile romanzo in certi punti sembra quasi un saggio
sui lupi, non contiene volutamente degli antropomorfismi, e fa capire quanto
complessa sia la società dei lupi selvatici, fa capire quanto sociali
e socievoli e intelligenti siano i lupi selvatici, tanto che risulta chiaro
perché i lupi siano diventati cani. Una delle cose che colpiscono
di più di questo romanzo è infatti l'intelligenza della lupa
capobranco. A quanto pare anche tra i lupi essere intelligenti paga. Nasce
una domanda: quale era l'intelligenza dei "progenitori" dei lupi moderni,
simili ad essi ma molto più grandi e robusti? Benché non
abbia la pretesa di essere un trattato di etologia, credo che questa sia
una lettura consigliata a chiunque si interessi a capire i lupi. In circolazione
esistono vari romanzi con tema i lupi, ma quasi tutti al confronto di questo
sembrano vacui. In quei romanzi è come se le notizie sui lupi fossero
di seconda mano, come se l'autore se le fosse in parte inventate e in parte
le ignorasse. Informazioni di questa qualità, complessità
e profondità non si possono inventare, la fantasia umana non ne
è capace. -- Sono convinto che un buon film sui lupi mannari
sia ancora di là da venire. Guardando l'etologia lupina, forse solo
Wolfen è appena accettabile. Gli scrittori o sceneggiatori
di un serio film di lupi mannari dovrebbero basare fortemente la trama
e i fatti su questo romanzo/saggio. Anche se riuscissero a copiarne solo
il 10% di senso di realismo (quasiasi cosa ciò significhi), produrrebbero
un ottimo film, migliore di tutti quelli visti finora.
I
cani della peste
di Richard
Adams
Snitter e Rauf sono due poveri
cani rinchiusi in un centro di ricerche su animali in Inghilterra, nella
regione dei Laghi. Prigionieri in due gabbie vicine di quel luogo di sofferenza
e orrore (nel quale entrambi subiscono periodicamente crudeli esperimenti
sul loro corpo), diventano amici; e una notte, quasi per caso, riescono
a fuggire.
Ma il territorio in cui
si ritrovano si rivela aspro e ostile, fra montagne pietrose, valli desertiche,
nebbia e pioggia continua. I due cani, per non morire tornano allo stato
selvaggio, ma non ce la farebbero mai se non fossero aiutati da una volpe
scaltra e ardita, vera esperta nella lotta per la sopravvivenza. Frattanto,
un giornalista accorso per documentare questa “fuga”, scopre che nel centro
ricerche su animali erano in corso esperimenti sulla peste bubbonica, e
nel suo articolo insinua il pericolo che i due cani ne siano portatori.
Così, contro i poveri
Snitter e Rauf si apre una caccia spietata e senza tregua.......
Romanzo commovente e appassionante
dall’autore de “La collina dei conigli”, che lancia un grido d’indignazione
contro la vivisezione e tutti i soprusi compiuti dagli uomini sugli animali.
Il testo è accompagnato da bei disegni di A. Wainwright che illustrano
la bellezza e la desolazione dei territori attraversati dai due cani. Nei
dialoghi -soprattutto in quelli della volpe- si ritrovano le inflessioni
dialettali già presenti ne “La collina dei conigli”, rese piuttosto
malamente in italiano (anche qui il traduttore è lo stesso). Ma
a differenza del precedente romanzo, animali e uomini sono qui protagonisti
sullo stesso piano, quasi a simboleggiare il legame che da sempre lega
il cane all’uomo....ma non sempre l’uomo al cane!
La
collina dei conigli
Di Richard
Adams
Un gruppo di conigli selvatici, presagendo
un imminente, oscuro pericolo per la conigliera natìa, decide di
lasciarla e di mettersi alla ricerca di un posto più sicuro per
vivere. Dopo un viaggio avventuroso e ricco di sorprese belle e brutte,
i conigli raggiungono il colle Watership e vi si stabiliscono. Ma il dover
garantire un futuro a questa nuova comunità, li induce a cercare
delle coniglie femmine (assenti nel gruppo) in un’altra conigliera
chiamata Efrafa. Essa si rivelerà un posto orribile, affollato all’inverosimile
e in cui pochi conigli forti opprimono centinaia di conigli deboli e rassegnati.
Ed è qui che i protagonisti fanno la conoscenza del terribile Generale
Vulneraria...
Libro avvincente
e ad altissima tensione: nonostante la mole di circa 500 pagine, si legge
facilmente e si è coinvolti dall’inizio alla fine. Ciò che
colpisce maggiormente il lettore è la perfetta caratterizzazione
psicologica dei personaggi: anche se non sono esseri antropomorfi, ma conigli
“veri”, è facile identificarsi in ognuno di essi ed essere coinvolti
nelle loro emozioni, paure e speranze. Le doti innate che ciascuno di quei
conigli si ritrova, vengono messe a disposizione della comunità,
che così riesce a far fronte ad ogni difficoltà. Contemporaneamente,
l’etologia dei conigli è ben descritta da Adams, in modo tale da
non poter equivocare sulla loro natura animale. Addirittura ha inventato
un loro proprio linguaggio, il lapino, di cui il lettore impara presto
un ricco vocabolario. Tutti i luoghi ed i paesaggi magnificamente descritti
nel libro (compreso il colle Watership del titolo originale) esistono veramente
e si trovano nell’Inghilterra del Sud.
Il romanzo
mescola abilmente diversi generi letterari: avventura, fantasy, dramma,
comicità e horror.... Vi si ritrovano le tematiche orwelliane anti-dittatura
de “La fattoria degli animali” e “1984”, ma anche deliziose novelle in
perfetto stile fantasy, che rievocano le gesta di El-Ahrairà, eroe
della mitologia lapinica.
Unica nota
dolente, l’infelice traduzione italiana nella sola edizione disponibile
(BUR), che utilizza un italiano piuttosto arcaico e dialettale, mal digeribile
da alcuni lettori.
Adams recentemente
ha scritto anche un seguito, “La collina dei ricordi”, formato per due
terzi da altre novelle della mitologia lapinica e solo per una piccola
parte da nuove avventure del gruppo di conigli... Ma l’enorme scarto di
tempo fra i due libri (25 anni) si avverte eccome: non c’è più
né la freschezza né il coinvolgimento del romanzo originale,
e le novelle risultano troppo lunghe e noiose.
La
Fattoria degli Animali
Di George Orwell
Esasperati per il comportamento spietato
degli umani, gli animali di una fattoria inglese decidono di ribellarsi,
guidati dai maiali, e scacciano i padroni, proclamando l'indipendenza della
fattoria e l'uguaglianza di tutti gli animali. Ma ben presto le cose iniziano
ad andare diversamente dal previsto...
Probabilmente
il più famoso romanzo con protagonisti animali, una feroce satira
della dittatura e del potere. Gli animali di Orwell sono efficaci simboli
che rappresentano i più diversi aspetti della società e le
loro reazioni di fronte alla rivoluzione, dalla fiduciosa accettazione
del lavoro del cavallo Gondrano alla cieca obbedienza delle pecore, dalle
ribellioni fallite degli uccelli al silenzio forzato dell'asino Benjamin.
L'esame accurato di come nasce, avanza e si instaura la dittatura dei maiali
è molto più rilevante rispetto alla resa della psicologia
animale (che pure non è trascurata), come è logico e funzionale
alle intenzioni dell'autore, e riporta al tema politico centrale nell'opera
dello scrittore, il cui romanzo più famoso rimane probabilmente
1984, ammonimento sul potere dell'informazione ed atto d'accusa
contro la falsità dei giochi e rapporti di potere. Un classico della
letteratura europea, libro di grande interesse per qualunque lettore.
L'Antico
Regno del Silenzio
Il
Regno Perduto
Alla
conquista della Terra
di Martin Hocke
Il mondo notturno dei gufi è
al centro di questa splendida trilogia, la storia della difficile coesistenza
tra i barbagianni, i gufi dei boschi e le civette in un piccolo bosco ai
confini della campagna abitata dall'uomo. L'arrivo di un gigantesco Gufo
Reale costringe i tre popoli ad unirsi per avere una speranza di vittoria,
ma dopo la battaglia nuovi leader emergono riportando la discordia, ed
inizia la lunga ricerca del barbagianni Hunter di una cura per la misteriosa
malattia che sta rendendo sterile la sua specie e di una nuova compagna.
L'autore è
riuscito ad amalgamare piuttosto bene l'etologia dei gufi con le esigenze
della trama, creando una storia epica e suggestiva senza rinuciare al realismo
del loro comportamento e ad un'ottima caratterizzazione psicologica dei
vari personaggi. La serie è caratterizzata anche da una singolare
struttura: ciascuno dei tre romanzi racconta la stessa storia da un punto
di vista differente, in modo tale che ciascuno è di fatto indipendente,
andando però a formare un'affresco più completo della storia
insieme agli altri due.
L'Asino
d'Oro
di Lucio Apuleio
Nel corso di un viaggio di istruzione,
lo sfortunato studente Lucio tenta senza successo di preparare una pozione
magica, ritrovandosi trasformato in asino. Inizia così per lui un
lungo viaggio, che lo porterà a cambiare molteplici padroni ed a
vivere strane e ridicole avventure, nella speranza di poter mangiare le
rose fresche che sono il solo antidoto all'incantesimo.
L'opera di
Apuleio risale al secondo secolo dopo Cristo, epoca tormentata degli ultimi
splendori dell'Impero Romano, in cui la letteratura latina tradizionale
iniziava a lasciare il posto a nuove forme letterarie. L'Asino d'Oro è
per l'appunto uno dei primi esempi di romanzo dell'epoca, con l'avvertenza
che il concetto di romanzo era allora piuttosto diverso da quello odierno.
Al lettore di oggi l'opera di Apuleio - inframezzata da svariate novelle
ed aneddoti, spesso di stampo boccaccesco - può a tratti apparire
molto strana nei temi nei contenuti, essendo ricca di simbolismi e "messaggi
nascosti" che si intrecciano in ermetici messaggi riferiti ad una scuola
religiosa dell'epoca. Sono invece certamente apprezzabili l'umorismo e
l'inventiva dell'autore, che attraverso molti divertenti episodi fornisce
un panorama dettagliato e decadente della bassa società e della
vita di tutti i giorni all'epoca.
Il
libro della Giungla
Il
secondo libro della Giungla
di Rudyard Kipling (1865-1936)
Insieme a "Kim" e "Capitani
coraggiosi" sono tra le opere più importanti di Kipling, inglese
cresciuto nella calda e profumata India, e sono tra le opere più
furry mai scritte, pur non includendo alcuna creatura dal fisico antropomorfo.
Questi due romanzi pubblicati nel 1894-95 sono una raccolta di racconti
molto disordinati e talvolta disorganici, alcuni riguardanti Mowgli (ranocchio),
altri sono del tutto diversi, come quello sulla mangusta Rikki-tikki-tavi.
Il linguaggio con cui sono scritte queste storie, apparentenmente grezzo,
in realtà dimostra una cura molto elevata, ed è zeppo di
parole creole derivate in parte da lingue indiane. Mowgli è un cucciolo
d'uomo abbandonato, a cui la tigre Shere Khan ha scacciato i genitori.
Una mamma lupa prende con sé il piccolo e lo difende dalla tigre.
Mowgli cresce nel branco con l'aiuto dei fratelli e genitori lupi, non
senza problemi, e anche con l'aiuto dell'orso Baloo che gli insegna la
Legge della Giungla e altre cose (con uno stile che ricorda la Bibbia di
Re Giacomo), e della sinuosa pantera nera Bagheera. Bastano poche pagine
con Mamma Lupa per accorgersi di essere davanti ad un maestro raccontafavole
di livello pari a Esopo.
La Disney ha fatto
un buon lungometraggio a cartoni animati basato sul Mowgli da bambino,
ma ha stravolto completamente la trama delle storie, l'ha addomesticata
rendendola banale e molto più infantile, e tramite vasta pubblicità
ha monopolizzato la fantasia dei giovani, rendendo tale storia più
nota di quella originale. Anche gli Scout hanno contribuito a distruggere
l'opera di Kipling, comunque esistono molte altre versioni oltre a quella
Disney, tra le quali il noto film in B/N con l'attore Nandù, e una
recente serie anglo-nipponica a cartoni animati, che riesce a mettere in
luce, credo per la prima volta in assoluto, gran parte delle qualità
del romanzo originale, arricchendola perfino di alcune questioni più
moderne, come l'etica dell'uccidere gli animali per nutrirsi. Nonostante
quest'opera di Kipling con animali parlanti possa sembrare per bambini,
non lo è del tutto, e infatti le storie con Mowgli piacciono e vengono
spesso prese come riferimento dagli adulti appassionati di lupi e di lupi
mannari.
Generalmente le
storie di Mowgli non sono d'amore, se non di tipo filiale con la signora
Messua; l'amore è soprattutto tra la pantera Bagheera e Mowgli.
Bagheera è una creatura strana, androgina, così umana ed
esperta di cose umane, saggia e forte, ma anche così animale, ad
esempio gli odori possono agire tanto sui suoi istinti da farle quasi perdere
il raziocinio. Nata in una gabbia tra gli uomini, un giorno ha capito di
essere di più di un giocattolo e di un animale domestico, e si è
liberata. Sotto certi aspetti Bagheera è il simmetrico di Mowgli,
che infatti all'inizio tratta come un fratellino, e quando Mowgli diventa
un adolescente quasi come un amante.
Per Kipling un
umano (Mowgli) non nasce come essere compiuto, ma solo come cucciolo d'animale,
che può elevarsi al di sopra degli altri solo imparando le legge
(della giungla e non), in particolare quella morale, e anche perchè
Baloo gli insegna le parole d'ordine di molti diversi tipi di animali.
Questo è un linguaggio universale "Siamo dello stesso sangue tu
e io" di stile decisamente ispirato alla massoneria, che fa cadere tutte
le differenze anatomiche e comportamentali tra Mowgli e gli altri animali.
Il
Portatore di Fuoco
di David Clement-Davies
Nel regno dei cervi molte cose stanno
cambiando: la legge spietata di un nuovo capobranco ha costretto tutti
alla cieca obbedienza, ed eliminato prontamente quanti si opponevano al
suo potere. Proprio mentre cadono le ultime tracce di resistenza, la nascita
di un cerbiatto con uno strano marchio sulla fronte, dalla forma di una
foglia di quercia, sembra il segno che un'antica ed oscura profezia sta
infine per compiersi...
Nonostante
una trama non originale ed a tratti ispirata in modo evidente a La Collina
dei Conigli, è eccezionale l'attenzione posta nel ricreare l'ambiente
ed il paesaggio della Scozia selvaggia. Paesaggi grandiosi, lunghi viaggi,
luoghi divenuti storia per gli uomini e leggenda per gli animali sono gli
elementi predominanti del romanzo, e vanno a creare un'atmosfera difficilmente
descrivibile, sempre sospesa tra quiete e tensione, scandita da eventi
brevissimi ed intensi, perfetta nella resa dello stile di vita dei cervi.
L'etologia delle varie specie e branchi di cervi è ricostruita discretamente
bene; interessante anche la creazione di una serie di miti e leggende da
parte dei cervi per spiegare eventi come la caduta delle corna e la ruminazione,
nonchè l'inserimento di brevi note storiche e naturalistiche ben
amalgamate con la narrazione. Un must per chiunque sia affascinato
da queste nobili creature e dall'atmosfera unica delle Highlands.
Il
Romanzo della Volpe
(anonimo)
Romanzo medioevale, nonchè primo
vero "romanzo" in senso moderno della letteratura occidentale, narra le
avventure dell'astutissima volpe Renardo alle prese con gli altri animali
della foresta, che finiscono puntualmente beffati e derubati dal protagonista.
L'atmosfera
che si respira per tutto il romanzo è quella delle favole: nei vari
animali, dal lupo al gatto al leone, si scorgono facilmente le rappresentazioni
di vizi e virtù umane, e le varie avventure vissute da Renardo,
a volte comiche, a volte drammatiche, sempre beffarde ed irriverenti, sono
infine una vera celebrazione dell'astuzia che la volpe viene a rappresentare.
Una lettura piacevole, oltre che un prezioso documento della visione del
mondo animale nel tardo medioevo, che andò poi a condizionare gran
parte della letteratura favolistica e fantastica successiva.
Storia
di una Gabbianella e del Gatto che le insegnò a volare
di Luis Sepùlveda
Avvelenata dal petrolio scaricato da
una nave in mare, una gabbiana affida poco prima di morire il suo uovo
ad un gatto, facendogli promettere di non mangiare il pulcino, ma di allevarlo
come suo figlio e di insegnargli a volare. Con l'aiuto dei suoi amici il
gatto riesce tra mille difficoltà ad accudire la piccola, ma come
riuscire a farla volare?
La toccante
ed ormai famosissima favola della Gabbianella rimane un libro adatto a
lettori di ogni età, erroneamente etichettato come libro per bambini
quando è quasi una poesia che tocca moltissimi temi: primo fra tutti
il ruolo dell'uomo, di distruttore ed inquinatore, ma anche salvatore,
a patto che la sua mente sappia capire ed accettare di non essere l'unica
creatura capace di provare dei veri sentimenti.
Il
gabbiano Jonathan Livingston
di Richard Bach
La storia: un gabbiano decide di scoprire
quali sono i limiti del suo corpo e della sua mente, vuol vedere quanto
veloce riesce a volare, e nel farlo trasforma il volo in un'arte. Per fare
ciò rischia più volte la vita, e diviene un reietto del suo
stormo. Nel proseguio, la storia sfora in pieno ed esplicito misticismo
e Jonathan diventa un guru alla mano.
Jonathan è stato preso non
a caso come simbolo dell'avventura e della libertà mentale e fisica
più pura, e soprattutto del desiderio indomito che ci spinge a superare
i nostri limiti fisici, psicologici e di consuetudini sociali, cioè
dell'essenza della competizione sportiva, della ricerca e dell'esplorazione.
Rappresenta tutto quello che potremo raggiungere se solo lo volessimo e
ci impegnassimo a raggiungerlo.
Di questo racconto sono state vendute
moltissime copie, questa storia ha generato quasi un culto. La traduzione
italiana non rende completamente giustizia al testo, per cui se possibile
se ne consiglia la lettura in inglese, magari col testo tradotto in italiano
alla mano per le parole più difficili. La storia è brevissima,
si legge in mezzora e si rilegge per decenni. Il testo è accompagnato
da moltissime fotografie di gabbiani. Anche questa non è una storia
con antropomorfi, ma i gabbiani sanno parlare e la loro vita è rappresentata
con almeno un minimo di realismo. Ben reso il senso del volo e la tecnica
sottostante. L'autore (al momento) scrive anche su riviste di aviazione
e si occupa anche di volo acrobatico.
Ne è stato fatto anche un film
omonimo, molto bello ma quasi sconosciuto, privo di esseri umani e con
gabbiani ammaestrati, con una colonna sonora cantata eccellente e un po'
mielensa e con delle bellissime scene marine e di volo. È un film
molto calmo, ma non mancano anche scene movimentate.
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