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L'aspetto letterario della Furry Fandom è meglio rappresentato dal materiale amatoriale reperibile su fanzines o sulla rete (si veda la sezione Links) che non da libri commerciali. Per quanto il livello di qualità sia molto disomogeneo vi sono ottimi autori che raggiungono e talvolta superano il livello di molti scrittori ben più famosi. Inoltre è pressochè impossibile trovare libri dove i personaggi siano antropomorfi propriamente detti, ovvero abbiano la forma bipede "tipica" dei furries: per lo più si tratta di animali "normali" capaci di ragionare e parlare, ma anche così questo genere ha comunque un'influenza innegabile sulla Furry Fandom. I libri che abbiano come protagonisti animali non sono in realtà un numero troppo esiguo, ma il fatto che vengano troppo spesso classificati "a vista" come libri per bambini (o, cambiando prospettiva, che molti libri per bambini abbiano protagonisti animali) è di fatto un grave ostacolo all'ampliamento del settore.
In questa sezione ci proponiamo di segnalare i migliori, più significativi ed interessanti (a nostro parere) libri di "animali parlanti" disponibili in Italia, di ogni genere ed argomento.
 
 
All'ombra dell'arcobaleno
Di Robert Franklin Leslie
(Ponte alle Grazie Editore)

È la vera storia dell'amicizia tra il nativo americano Gregory e una lupa. Lui è decisamente un grande appassionato di lupi, ed è molto esperto dei modi di vita tradizionali della sua gente, specialmente per quanto riguarda la vita solitaria nei boschi nordici, anche a temperature di quaranta gradi sotto zero. Questo incredibile romanzo in certi punti sembra quasi un saggio sui lupi, non contiene volutamente degli antropomorfismi, e fa capire quanto complessa sia la società dei lupi selvatici, fa capire quanto sociali e socievoli e intelligenti siano i lupi selvatici, tanto che risulta chiaro perché i lupi siano diventati cani. Una delle cose che colpiscono di più di questo romanzo è infatti l'intelligenza della lupa capobranco. A quanto pare anche tra i lupi essere intelligenti paga. Nasce una domanda: quale era l'intelligenza dei "progenitori" dei lupi moderni, simili ad essi ma molto più grandi e robusti? Benché non abbia la pretesa di essere un trattato di etologia, credo che questa sia una lettura consigliata a chiunque si interessi a capire i lupi. In circolazione esistono vari romanzi con tema i lupi, ma quasi tutti al confronto di questo sembrano vacui. In quei romanzi è come se le notizie sui lupi fossero di seconda mano, come se l'autore se le fosse in parte inventate e in parte le ignorasse. Informazioni di questa qualità, complessità e profondità non si possono inventare, la fantasia umana non ne è capace. -- Sono convinto che un buon film sui lupi mannari sia ancora di là da venire. Guardando l'etologia lupina, forse solo Wolfen è appena accettabile. Gli scrittori o sceneggiatori di un serio film di lupi mannari dovrebbero basare fortemente la trama e i fatti su questo romanzo/saggio. Anche se riuscissero a copiarne solo il 10% di senso di realismo (quasiasi cosa ciò significhi), produrrebbero un ottimo film, migliore di tutti quelli visti finora.


I cani della peste
di Richard Adams

Snitter e Rauf sono due poveri cani rinchiusi in un centro di ricerche su animali in Inghilterra, nella regione dei Laghi. Prigionieri in due gabbie vicine di quel luogo di sofferenza e orrore (nel quale entrambi subiscono periodicamente crudeli esperimenti sul loro corpo), diventano amici; e una notte, quasi per caso, riescono a fuggire. 
Ma il territorio in cui si ritrovano si rivela aspro e ostile, fra montagne pietrose, valli desertiche, nebbia e pioggia continua. I due cani, per non morire tornano allo stato selvaggio, ma non ce la farebbero mai se non fossero aiutati da una volpe scaltra e ardita, vera esperta nella lotta per la sopravvivenza. Frattanto, un giornalista accorso per documentare questa “fuga”, scopre che nel centro ricerche su animali erano in corso esperimenti sulla peste bubbonica, e nel suo articolo insinua il pericolo che i due cani ne siano portatori.
Così, contro i poveri Snitter e Rauf si apre una caccia spietata e senza tregua.......
Romanzo commovente e appassionante dall’autore de “La collina dei conigli”, che lancia un grido d’indignazione contro la vivisezione e tutti i soprusi compiuti dagli uomini sugli animali. Il testo è accompagnato da bei disegni di A. Wainwright che illustrano la bellezza e la desolazione dei territori attraversati dai due cani. Nei dialoghi -soprattutto in quelli della volpe- si ritrovano le inflessioni dialettali già presenti ne “La collina dei conigli”, rese piuttosto malamente in italiano (anche qui il traduttore è lo stesso). Ma a differenza del precedente romanzo, animali e uomini sono qui protagonisti sullo stesso piano, quasi a simboleggiare il legame che da sempre lega il cane all’uomo....ma non sempre l’uomo al cane!

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La collina dei conigli
Di Richard Adams

Un gruppo di conigli selvatici, presagendo un imminente, oscuro pericolo per la conigliera natìa, decide di lasciarla e di mettersi alla ricerca di un posto più sicuro per vivere. Dopo un viaggio avventuroso  e ricco di sorprese belle e brutte, i conigli raggiungono il colle Watership e vi si stabiliscono. Ma il dover garantire un futuro a questa nuova comunità, li induce a cercare delle coniglie femmine (assenti nel gruppo)  in un’altra conigliera chiamata Efrafa. Essa si rivelerà un posto orribile, affollato all’inverosimile e in cui pochi conigli forti opprimono centinaia di conigli deboli e rassegnati. Ed è qui che i protagonisti fanno la conoscenza del terribile Generale Vulneraria...
Libro avvincente e ad altissima tensione: nonostante la mole di circa 500 pagine, si legge facilmente e si è coinvolti dall’inizio alla fine. Ciò che colpisce maggiormente il lettore è la perfetta caratterizzazione psicologica dei personaggi: anche se non sono esseri antropomorfi, ma conigli “veri”, è facile identificarsi in ognuno di essi ed essere coinvolti nelle loro emozioni, paure e speranze. Le doti innate che ciascuno di quei conigli si ritrova, vengono messe a disposizione della comunità, che così riesce a far fronte ad ogni difficoltà. Contemporaneamente, l’etologia dei conigli è ben descritta da Adams, in modo tale da non poter equivocare sulla loro natura animale. Addirittura ha inventato un loro proprio linguaggio, il lapino, di cui il lettore impara presto un ricco vocabolario. Tutti i luoghi ed i paesaggi magnificamente descritti nel libro (compreso il colle Watership del titolo originale) esistono veramente e si trovano nell’Inghilterra del Sud.
Il romanzo mescola abilmente diversi generi letterari: avventura, fantasy, dramma, comicità e horror.... Vi si ritrovano le tematiche orwelliane anti-dittatura de “La fattoria degli animali” e “1984”, ma anche deliziose novelle in perfetto stile fantasy, che rievocano le gesta di El-Ahrairà, eroe della mitologia lapinica. 
Unica nota dolente, l’infelice traduzione italiana nella sola edizione disponibile (BUR), che utilizza un italiano piuttosto arcaico e dialettale, mal digeribile da alcuni lettori. 
Adams recentemente ha scritto anche un seguito, “La collina dei ricordi”, formato per due terzi da altre novelle della mitologia lapinica e solo per una piccola parte da nuove avventure del gruppo di conigli... Ma l’enorme scarto di tempo fra i due libri (25 anni) si avverte eccome: non c’è più né la freschezza né il coinvolgimento del romanzo originale, e le novelle risultano troppo lunghe e noiose.
 

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La Fattoria degli Animali
Di George Orwell

Esasperati per il comportamento spietato degli umani, gli animali di una fattoria inglese decidono di ribellarsi, guidati dai maiali, e scacciano i padroni, proclamando l'indipendenza della fattoria e l'uguaglianza di tutti gli animali. Ma ben presto le cose iniziano ad andare diversamente dal previsto... 
Probabilmente il più famoso romanzo con protagonisti animali, una feroce satira della dittatura e del potere. Gli animali di Orwell sono efficaci simboli che rappresentano i più diversi aspetti della società e le loro reazioni di fronte alla rivoluzione, dalla fiduciosa accettazione del lavoro del cavallo Gondrano alla cieca obbedienza delle pecore, dalle ribellioni fallite degli uccelli al silenzio forzato dell'asino Benjamin. L'esame accurato di come nasce, avanza e si instaura la dittatura dei maiali è molto più rilevante rispetto alla resa della psicologia animale (che pure non è trascurata), come è logico e funzionale alle intenzioni dell'autore, e riporta al tema politico centrale nell'opera dello scrittore, il cui romanzo più famoso rimane probabilmente 1984, ammonimento sul potere dell'informazione ed atto d'accusa contro la falsità dei giochi e rapporti di potere. Un classico della letteratura europea, libro di grande interesse per qualunque lettore.

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L'Antico Regno del Silenzio
Il Regno Perduto
Alla conquista della Terra
di Martin Hocke

Il mondo notturno dei gufi è al centro di questa splendida trilogia, la storia della difficile coesistenza tra i barbagianni, i gufi dei boschi e le civette in un piccolo bosco ai confini della campagna abitata dall'uomo. L'arrivo di un gigantesco Gufo Reale costringe i tre popoli ad unirsi per avere una speranza di vittoria, ma dopo la battaglia nuovi leader emergono riportando la discordia, ed inizia la lunga ricerca del barbagianni Hunter di una cura per la misteriosa malattia che sta rendendo sterile la sua specie e di una nuova compagna.
L'autore è riuscito ad amalgamare piuttosto bene l'etologia dei gufi con le esigenze della trama, creando una storia epica e suggestiva senza rinuciare al realismo del loro comportamento e ad un'ottima caratterizzazione psicologica dei vari personaggi. La serie è caratterizzata anche da una singolare struttura: ciascuno dei tre romanzi racconta la stessa storia da un punto di vista differente, in modo tale che ciascuno è di fatto indipendente, andando però a formare un'affresco più completo della storia insieme agli altri due.

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L'Asino d'Oro
di Lucio Apuleio

Nel corso di un viaggio di istruzione, lo sfortunato studente Lucio tenta senza successo di preparare una pozione magica, ritrovandosi trasformato in asino. Inizia così per lui un lungo viaggio, che lo porterà a cambiare molteplici padroni ed a vivere strane e ridicole avventure, nella speranza di poter mangiare le rose fresche che sono il solo antidoto all'incantesimo. 
L'opera di Apuleio risale al secondo secolo dopo Cristo, epoca tormentata degli ultimi splendori dell'Impero Romano, in cui la letteratura latina tradizionale iniziava a lasciare il posto a nuove forme letterarie. L'Asino d'Oro è per l'appunto uno dei primi esempi di romanzo dell'epoca, con l'avvertenza che il concetto di romanzo era allora piuttosto diverso da quello odierno. Al lettore di oggi l'opera di Apuleio - inframezzata da svariate novelle ed aneddoti, spesso di stampo boccaccesco - può a tratti apparire molto strana nei temi nei contenuti, essendo ricca di simbolismi e "messaggi nascosti" che si intrecciano in ermetici messaggi riferiti ad una scuola religiosa dell'epoca. Sono invece certamente apprezzabili l'umorismo e l'inventiva dell'autore, che attraverso molti divertenti episodi fornisce un panorama dettagliato e decadente della bassa società e della vita di tutti i giorni all'epoca.

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Il libro della Giungla
Il secondo libro della Giungla
di Rudyard Kipling (1865-1936)

Insieme a "Kim" e "Capitani coraggiosi" sono tra le opere più importanti di Kipling, inglese cresciuto nella calda e profumata India, e sono tra le opere più furry mai scritte, pur non includendo alcuna creatura dal fisico antropomorfo. Questi due romanzi pubblicati nel 1894-95 sono una raccolta di racconti molto disordinati e talvolta disorganici, alcuni riguardanti Mowgli (ranocchio), altri sono del tutto diversi, come quello sulla mangusta Rikki-tikki-tavi. Il linguaggio con cui sono scritte queste storie, apparentenmente grezzo, in realtà dimostra una cura molto elevata, ed è zeppo di parole creole derivate in parte da lingue indiane. Mowgli è un cucciolo d'uomo abbandonato, a cui la tigre Shere Khan ha scacciato i genitori. Una mamma lupa prende con sé il piccolo e lo difende dalla tigre. Mowgli cresce nel branco con l'aiuto dei fratelli e genitori lupi, non senza problemi, e anche con l'aiuto dell'orso Baloo che gli insegna la Legge della Giungla e altre cose (con uno stile che ricorda la Bibbia di Re Giacomo), e della sinuosa pantera nera Bagheera. Bastano poche pagine con Mamma Lupa per accorgersi di essere davanti ad un maestro raccontafavole di livello pari a Esopo. 
    La Disney ha fatto un buon lungometraggio a cartoni animati basato sul Mowgli da bambino, ma ha stravolto completamente la trama delle storie, l'ha addomesticata rendendola banale e molto più infantile, e tramite vasta pubblicità ha monopolizzato la fantasia dei giovani, rendendo tale storia più nota di quella originale. Anche gli Scout hanno contribuito a distruggere l'opera di Kipling, comunque esistono molte altre versioni oltre a quella Disney, tra le quali il noto film in B/N con l'attore Nandù, e una recente serie anglo-nipponica a cartoni animati, che riesce a mettere in luce, credo per la prima volta in assoluto, gran parte delle qualità del romanzo originale, arricchendola perfino di alcune questioni più moderne, come l'etica dell'uccidere gli animali per nutrirsi. Nonostante quest'opera di Kipling con animali parlanti possa sembrare per bambini, non lo è del tutto, e infatti le storie con Mowgli piacciono e vengono spesso prese come riferimento dagli adulti appassionati di lupi e di lupi mannari. 
    Generalmente le storie di Mowgli non sono d'amore, se non di tipo filiale con la signora Messua; l'amore è soprattutto tra la pantera Bagheera e Mowgli. Bagheera è una creatura strana, androgina, così umana ed esperta di cose umane, saggia e forte, ma anche così animale, ad esempio gli odori possono agire tanto sui suoi istinti da farle quasi perdere il raziocinio. Nata in una gabbia tra gli uomini, un giorno ha capito di essere di più di un giocattolo e di un animale domestico, e si è liberata. Sotto certi aspetti Bagheera è il simmetrico di Mowgli, che infatti all'inizio tratta come un fratellino, e quando Mowgli diventa un adolescente quasi come un amante. 
    Per Kipling un umano (Mowgli) non nasce come essere compiuto, ma solo come cucciolo d'animale, che può elevarsi al di sopra degli altri solo imparando le legge (della giungla e non), in particolare quella morale, e anche perchè Baloo gli insegna le parole d'ordine di molti diversi tipi di animali. Questo è un linguaggio universale "Siamo dello stesso sangue tu e io" di stile decisamente ispirato alla massoneria, che fa cadere tutte le differenze anatomiche e comportamentali tra Mowgli e gli altri animali. 


Il Portatore di Fuoco
di David Clement-Davies

Nel regno dei cervi molte cose stanno cambiando: la legge spietata di un nuovo capobranco ha costretto tutti alla cieca obbedienza, ed eliminato prontamente quanti si opponevano al suo potere. Proprio mentre cadono le ultime tracce di resistenza, la nascita di un cerbiatto con uno strano marchio sulla fronte, dalla forma di una foglia di quercia, sembra il segno che un'antica ed oscura profezia sta infine per compiersi...
Nonostante una trama non originale ed a tratti ispirata in modo evidente a La Collina dei Conigli, è eccezionale l'attenzione posta nel ricreare l'ambiente ed il paesaggio della Scozia selvaggia. Paesaggi grandiosi, lunghi viaggi, luoghi divenuti storia per gli uomini e leggenda per gli animali sono gli elementi predominanti del romanzo, e vanno a creare un'atmosfera difficilmente descrivibile, sempre sospesa tra quiete e tensione, scandita da eventi brevissimi ed intensi, perfetta nella resa dello stile di vita dei cervi. L'etologia delle varie specie e branchi di cervi è ricostruita discretamente bene; interessante anche la creazione di una serie di miti e leggende da parte dei cervi per spiegare eventi come la caduta delle corna e la ruminazione, nonchè l'inserimento di brevi note storiche e naturalistiche ben amalgamate con la narrazione. Un must per chiunque sia affascinato da queste nobili creature e dall'atmosfera unica delle Highlands.

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Il Romanzo della Volpe
(anonimo)

Romanzo medioevale, nonchè primo vero "romanzo" in senso moderno della letteratura occidentale, narra le avventure dell'astutissima volpe Renardo alle prese con gli altri animali della foresta, che finiscono puntualmente beffati e derubati dal protagonista. 
L'atmosfera che si respira per tutto il romanzo è quella delle favole: nei vari animali, dal lupo al gatto al leone, si scorgono facilmente le rappresentazioni di vizi e virtù umane, e le varie avventure vissute da Renardo, a volte comiche, a volte drammatiche, sempre beffarde ed irriverenti, sono infine una vera celebrazione dell'astuzia che la volpe viene a rappresentare. Una lettura piacevole, oltre che un prezioso documento della visione del mondo animale nel tardo medioevo, che andò poi a condizionare gran parte della letteratura favolistica e fantastica successiva.

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Storia di una Gabbianella e del Gatto che le insegnò a volare
di Luis Sepùlveda

Avvelenata dal petrolio scaricato da una nave in mare, una gabbiana affida poco prima di morire il suo uovo ad un gatto, facendogli promettere di non mangiare il pulcino, ma di allevarlo come suo figlio e di insegnargli a volare. Con l'aiuto dei suoi amici il gatto riesce tra mille difficoltà ad accudire la piccola, ma come riuscire a farla volare?
La toccante ed ormai famosissima favola della Gabbianella rimane un libro adatto a lettori di ogni età, erroneamente etichettato come libro per bambini quando è quasi una poesia che tocca moltissimi temi: primo fra tutti il ruolo dell'uomo, di distruttore ed inquinatore, ma anche salvatore, a patto che la sua mente sappia capire ed accettare di non essere l'unica creatura capace di provare dei veri sentimenti.

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Il gabbiano Jonathan Livingston
di Richard Bach

La storia: un gabbiano decide di scoprire quali sono i limiti del suo corpo e della sua mente, vuol vedere quanto veloce riesce a volare, e nel farlo trasforma il volo in un'arte. Per fare ciò rischia più volte la vita, e diviene un reietto del suo stormo. Nel proseguio, la storia sfora in pieno ed esplicito misticismo e Jonathan diventa un guru alla mano.
Jonathan è stato preso non a caso come simbolo dell'avventura e della libertà mentale e fisica più pura, e soprattutto del desiderio indomito che ci spinge a superare i nostri limiti fisici, psicologici e di consuetudini sociali, cioè dell'essenza della competizione sportiva, della ricerca e dell'esplorazione. Rappresenta tutto quello che potremo raggiungere se solo lo volessimo e ci impegnassimo a raggiungerlo.
Di questo racconto sono state vendute moltissime copie, questa storia ha generato quasi un culto. La traduzione italiana non rende completamente giustizia al testo, per cui se possibile se ne consiglia la lettura in inglese, magari col testo tradotto in italiano alla mano per le parole più difficili. La storia è brevissima, si legge in mezzora e si rilegge per decenni. Il testo è accompagnato da moltissime fotografie di gabbiani. Anche questa non è una storia con antropomorfi, ma i gabbiani sanno parlare e la loro vita è rappresentata con almeno un minimo di realismo. Ben reso il senso del volo e la tecnica sottostante. L'autore (al momento) scrive anche su riviste di aviazione e si occupa anche di volo acrobatico.
Ne è stato fatto anche un film omonimo, molto bello ma quasi sconosciuto, privo di esseri umani e con gabbiani ammaestrati, con una colonna sonora cantata eccellente e un po' mielensa e con delle bellissime scene marine e di volo. È un film molto calmo, ma non mancano anche scene movimentate.

Segnaliamo inoltre un articolo che al di là dell'intento critico centra piuttosto bene e con chiarezza il problema dell'essere "più o meno furry" degli animali antropomorfi, non solo nella letteratura.